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BEATLES – MAGICAL MYSTERY TOUR parlophone 2 EP 1987 UK

129,00

1 disponibili

Categoria:

Descrizione

PREMESSA: LA SUPERIORITA’ DELLA MUSICA SU VINILE E’ ANCOR OGGI SANCITA, NOTORIA ED EVIDENTE. NON TANTO DA UN PUNTO DI VISTA DI RESA, QUALITA’ E PULIZIA DEL SUONO, TANTOMENO DA QUELLO DEL RIMPIANTO RETROSPETTIVO E NOSTALGICO , MA SOPRATTUTTO DA QUELLO PIU’ PALPABILE ED INOPPUGNABILE DELL’ ESSENZA, DELL’ ANIMA E DELLA SUBLIMAZIONE CREATIVA. IL DISCO IN VINILE HA PULSAZIONE ARTISTICA, PASSIONE ARMONICA E SPLENDORE GRAFICO , E’ PIACEVOLE DA OSSERVARE E DA TENERE IN MANO, RISPLENDE, PROFUMA E VIBRA DI VITA, DI EMOZIONE E  DI SENSIBILITA’. E’ TUTTO QUELLO CHE NON E’ E NON POTRA’ MAI ESSERE IL CD, CHE AL CONTRARIO E’ SOLO UN OGGETTO MERAMENTE COMMERCIALE, POVERO, ARIDO, CINICO, STERILE ED ORWELLIANO,  UNA DEGENERAZIONE INDUSTRIALE SCHIZOFRENICA E NECROFILA, LA DESOLANTE SOLUZIONE FINALE DELL’ AVIDITA’ DEL MERCATO E DELL’ ARROGANZA DEI DISCOGRAFICI .

THE BEATLES
magical mystery tour

Double EP / Confezione di 2 45 giri , 1967, parlophone, this is scarce late 80’s reissue almost congruent to the original pressing / rara edizione quasi anastatica stampata a fine anni 80 ,  SMMT-1  (SMMT – A1 , SMMT – B1 ), UK

OTTIME CONDIZIONI, both vinyls ex++/NM , cover ex++, booklet ex ++/NM , Beatles Uk two records ep set with six songs from the “Magical Mystery
Tour” show and 28 pages colour booklet attached in gatefold cover
/ EP contenente 2 45 giri con 6 brani in totale , copertina apribile con fascicolo interno di 24 pagine a colori , yellow inner book lyrics sheet / inserto centrale del fascicolo con i testi delle canzoni di colore giallo, solid centered vinyls, labels without Emi box logo/ dischi col centrino compatto, etichette senza il logo rettangolare Emi.

Magical Mystery Tour è un album dei Beatles del 1967. Fu pubblicato in due diversi formati: come doppio EP (per il mercato europeo) e anche come LP (negli Stati Uniti).

L’album fu pubblicato nello stesso periodo in cui veniva trasmesso negl Regno Unito il film omonimo, di cui il lato A dell’album (e il primo EP nell’edizione europea) costituiscono la colonna sonora. Il film fu un insuccesso, al punto che la rete statunitense ABC, che programmava di trasmetterlo, annullò l’evento (il film sarebbe andato in onda per la prima volta negli USA solo nel 1976).

  • Interprete: The Beatles
  • Etichetta:  Parlophone
  • Catalogo: SMMT – 1  (SMMT-A1 , SMMT-B1)
  • Matrici :  7YCE . 18435 – 3 /  7YCE . 18434 – 3 / 7YCE . 18436 – 2 / 7YCE . 18437 – 3
  • Data di pubblicazione: around 1987
  • Supporto:vinile 45 giri
  • Tipo audio: stereo
  • Dimensioni: 17,5 cm.
  • Facciate: 4
  • Gatefold / copertina apribile, silver and black labels, black inner sleeves

this late 80’s EP box reissue have solid centers, labels with all the hall marks of the original but without Emi box logo, SMMT – 1 STEREO catalogue number in upper
right back corner ,
inner opening pockets and the old rounder hand-drawn “apple”, and the
fan club and beatles monthly addresses, black sleeves, the inner book
lyric sheet is yellow

This was one of the final pressings of this 2-EP set and it included an
unusual, outdated label error. The label designers were clearly copying
an original set of 1967 1st pressing labels and included the original,
outdated legal ‘Sold in UK..’ text on all labels which was discontinued
on all EMI product in mid-1969.

Brani / Tracks


Disco 1 Lato A

  1. Magical Mystery Tour (Lennon-McCartney)
  2. Your Mother Should Know (Lennon-McCartney)

Disco 1 Lato B

  1. I Am the Walrus (Lennon-McCartney)

Disco 2 Lato A 

  1. The Fool on the Hill (Lennon-McCartney)
  2. Flying (Lennon-McCartney-Harrison-Starkey)

Disco 2 Lato B 

  1. Blue Jay Way (Harrison)

Formazione

Altri musicisti

More than two weeks before its accompanying film received its
premiere on BBC television, The Beatles’ Magical Mystery Tour EP was
released.


Magical Mystery Tour EP cover artwork

As The Beatles had six songs for release, it was decided that they would
release a double-EP set. The package came with a gatefold sleeve and a
28-page book, including lyrics. This retailed at twice the normal price
of a single.

The EP had the catalogue number Parlophone MMT 1 (mono) and SMMT 1
(stereo). It was the first Beatles EP to be issued in both mono and
stereo.

Magical Mystery Tour entered the charts on 13 December, and spent 12
weeks in the top 40. Its highest chart position was number two on the
singles chart, the dedicated EP chart having been abandoned at the start
of December 1967. It was held off the top spot by The Beatles’ own Hello, Goodbye.

The EP retailed at 19 shillings and six pence. It had advance orders
in the UK of 400,000, and by mid January 1968 had sold 600,000

Negli Stati Uniti Magical Mystery Tour fu pubblicato il 27 novembre
1967, mentre nella Gran Bretagna, ed in Europa, uscì solo sotto formato
di doppio EP (extended play). Soltanto nel 76 il titolo entrò a far
parte della discografia ufficiale (cioè Inglese) come 33giri.

Le
cause di questa decisione sono da individuare nella quantità di brani
che facevano parte della colonna sonora dell’omonimo film: poche perché
si realizzasse un 44 giri, troppe per un singolo EP. La soluzione della
EMI (in gran bretagna) fu quella di creare allora un doppio EP, in una
confezione comprensiva di 28 pagine di fotografie a colori e i testi
delle canzoni. Da notare che il prezzo al quale fu immesso nel mercato
UK fu davvero basso,il che fece sì che durante il periodo natalizio le
vendite arrivassero alle stelle.

L’album comprende la colonna
sonora dell’omonimo film (lato A) e le canzoni pubblicate su 45giri in
quel periodo e non comprese in album precedenti

Il Film fu un
insuccesso totale, tanto che l’emittente statunitense ABC annullò la
messa in onda del film. Negli USA la pellicola sarà messa in onda in tv
soltanto nel 1976.

Ma se la pellicola si rivelò un completo
fallimento, lo stesso non si può dire per questo disco. Anzi, le canzoni
presenti in Magical Mystery Tour sono tra le migliori mai prodotte dai
quattro ragazzi di Liverpool: date uno sguardo ai titoli presenti,
troverete che tutte queste canzoni sono di grandissimo interesse e
qualcuna è anche tra le più belle dell’intero catalogo Beatlesiano.

Per quanto riguarda
l’aspetto musicale, vale lo stesso discorso fatto per Sgt Pepper:
psichedelia, innovazione, sperimentalismo. Le ansie, le immagini, le
visioni divengono musica mentre crescono le divergenze tra i due Leader
del gruppo. Paul era legato più alla melodia, John invece amava i suoni
quasi stridenti. Ma non deve stupire che tra i brani più interessanti ci
sia una canzone di Harrison, Blue Jay Way: inquietante, psichedelica,
visionaria, sperimentale.

Già in quel periodo i Beatles mal
sopportavano le eccessive attenzioni di media e critici e sedicenti
intellettuali, erano stufi di persone che, a detta degli stessi fab,
sopravvalutavano il loro lavoro. Per esempio, nella scuola che
frequentava John, dove nacque il nucleo originario dei beatles, la
Quarry Bank, un professore faceva analizzare le canzoni dei Beatles ai
suoi alunni. John allora trasse ispirazione da questa lettera e cercò di
scrivere un testo estremamente confuso, ridendo all’idea che qualcuno
poteva prendere il suo ammasso di frasi scollegate e trovarne sensi e
significati nascosti. Così nacque I’m The Walrus.

I’m The Walrus, The Fool on the Hill sono tra i pezzi che emergono prepotentemente da questo doppio EP e più in generale nel contesto musicale del 67. Tutto sommato, però,
musicalmente i Beatles non fecero altro che continuare sulla strada del
Sgt. Pepper. Ma l’album segnò anche l’allontanarsi dalla psichedelia:
troppo distante per Paul, troppo poco sperimentale per John.

Il
Magical Mystery Tour non è così famoso al giorno d’oggi, non gode della
notoreità del Sgt Pepper, di Abbey Road.. ma è proprio in questo periodo
che i Beatles si trovano sulla vetta del mondo, all’apice del successo e
della loro vena creativa. Da quest’album le acredini divennero più
forti, i litigi continui, ed ognuno cominciò a cercare la propria
strada. Inoltre, questo fu il primo album ad essere registrato dopo la
morte del loro storico manager Brian Epstein, colui che scoprì i
Beatles, che li fece diventare quello che erano. La perdita di Epstein i
ragazzi ebbero un durissimo colpo. Lui aveva tenuto unito il gruppo,li aveva formati, e indirizzati verso il successo.

Simbolicamente, inoltre, è da notare che Flying, uno
dei pochissimi pezzi strumentali dei Beatles, è l’unico brano
dell’intero catalogo ad essere firmato da tutti e quattro i componenti
del gruppo.

After the death of manager Brian Epstein, the Beatles took a series
of rather poor turns, the first of which was the Magical Mystery Tour
film. Conceived as a low-key art project, the Beatles were oddly
nonchalant about the challenges of putting together a movie. They’d
assembled records, they’d worked on A Hard Day’s Night and Help!
how hard could it be? Without Epstein to advise, however, things like
budgeting and time management became a challenge, and this understated
experimental film turned into a sapping distraction.

Musically, however, the accompanying EP was an overwhelming success.
The EP format apparently freed the band to experiment a bit, not having
to fill sides of a 45 with pop songs or make the grand statements of an
album. The title track is a rousing set piece, meant to introduce the
travelogue concept of the film. The remaining four songs released
exclusive to the EP are low-key marvels– Paul McCartney’s graceful “The
Fool on the Hill” and music-hall throwback “Your Mother Should Know”,
George Harrison’s droning “Blue Jay Way”, and the percolating
instrumental “Flying”. Few of them are anyone’s all-time favorite
Beatles songs, only one had a prayer of being played on the radio, and
yet this run seems to achieve a majesty in part because of that: It’s a
rare stretch of amazing Beatles music that can seem like a private
obsession rather than a permanent part of our shared culture.

As a more laid-back release, the EP suggested the direction the band
might have taken on the White Album had it remained a full band, happy
to shed the outsized conceptualism and big statements and craft
atmospheric, evocative pieces. In the U.S., the EP was paired with three
recent double-sided singles, ballooning Magical Mystery Tour
into an album– the only instance in which a U.S. release, often mangled
by Capitol, became Beatles canon. With only the EP’s title track
married specifically to the film’s themes, the overall effect of a title
track/album sleeve as shell game was in line with Sgt. Peppers
Lonely Hearts Club Band
.

Of the three singles, the undisputed highlight is “Strawberry Fields
Forever”/ “Penny Lane”, John Lennon and Paul McCartney’s tributes to
their hometown, Liverpool. Slyly surreal, assisted by studio
experimentation but not in debt to it, full of brass, harmonium, and
strings, unmistakably English– when critics call eccentric or baroque
UK pop bands “Beatlesesque,” this is the closest there is to a root for
that adjective. There is no definitive Beatles sound, of course, but
with a band that now functions as much as a common, multi-generational
language as a group of musicians, it’s no surprise that songs rooted in
childhood– the one experience most likely to seem shared and have
common touchpoints– are among their most universally beloved.

The rest of the singles collected here are no less familiar: Lennon’s
“All You Need Is Love” was initially completed up for an international
TV special on BBC1– its basic message was meant to translate to any
language. Harrison’s guitar solo, producer George Martin’s strings, and
the parade of intertextual musical references that start and close the
piece elevate it above hippie hymn. Its flipside, “Baby You’re a Rich
Man”, is less successful, a second-rate take on John Lennon’s
money-isn’t-everything theme from the considerably stronger “And Your
Bird Can Sing”. It’s the one lesser moment on an otherwise massively
rewarding compilation.

Much better from Lennon is “I Am the Walrus”, crafted for the Magical
Mystery Tour
film and EP but also released as a double-sided single
with McCartney’s “Hello Goodbye”. One of Lennon’s signature songs,
“Walrus” channels the singer’s longtime fascinations with Lewis Carroll,
puns and turns of phrase, and non sequiturs. “Hello Goodbye” echoes the
same contradictory logic found in the verses of “All You Need Is Love”,
a vague sense of disorientation that still does little to balance its
relentlessly upbeat tone. McCartney excelled at selling simplistic
lyrics that risk seeming cloying, though, and he again does here– plus,
the kaleidoscopic, carnival-ride melody and interplay between lead and
backing vocals ensure it’s a much better record than it is a song.

In almost every instance on those singles, the Beatles are either
whimsical or borderline simplistic, releasing songs that don’t seem
sophisticated or heavy or monumental (even though most of them are). In
that sense, they’re all like “All You Need Is Love” or childhood
memories or Lewis Carroll– easy to love, fit for all ages, rich in
multi-textual details, deceptively trippy (see Paul’s “Penny Lane” in
particular, with images of it raining despite blue skies, or the songs
here that revel in contradictions– “Hello Goodbye”‘s title, the verses
in “All You Need Is Love”). More than any other place in the band’s
catalogue, this is where the group seems to crack open a unique world,
and for many young kids then and since this was their introduction to
music as imagination, or adventure. The rest of the Magical Mystery
Tour
LP is the opposite of the middle four tracks on the EP– songs
so universal that, like “Yellow Submarine”, they are practically
implanted in your brain from birth. Seemingly innocent, completely
soaked through with humor and fantasy, Magical Mystery Tour slots
in my mind almost closer to the original Willy Wonka or The
Wizard of Oz
as it does other Beatles records or even other music–
timeless entertainment crafted with a childlike curiosity and appeal but
filled with wit and wonder.

On the whole, Magical Mystery Tour is quietly one of the most
rewarding listens in the Beatles’ career. True, it doesn’t represent
some sort of forward momentum or clear new idea– largely in part
because it wasn’t conceived as an album. The accompanying pieces on the
EP are anomalies in the Beatles oeuvre but they aren’t statements per
se, or indications that the group is in any sort of transition. But if
there was ever a moment in the Beatles’ lifetime that listeners would
have been happy to have the group just settle in and release songs as
soon as possible, it was just before and after the then-interminable
10-month gap between the Revolver and Sgt. Pepper’s.
Without that context, the results could seem slight– a sort-of
canonized version of Past Masters perhaps– but whether it’s an
album, a collection of separate pieces, or whatnot matters little when
the music itself is so incredible.


The Beatles thirteenth official E.P.

In the U.K. the “Magical Mystery Tour” soundtrack was released as a
special double E.P. package. It contained two 3 track
E.P.’s and was advertised as being complete with; “A 32 page full colour
book packed with exclusive pictures, a strip
cartoon of the original story, plus the words to the songs in the show
!”
It’s original cost was 19s 6d (19 shillings and sixpence … which was
just short of One Pound Sterling).

The eagerly anticipated release, had advance orders in Britain of
over 400,000, and by mid-January 1968 had sold 600,000, so
not surprisingly it did very well in the National chart.
It immediately entered the singles chart, and shot to No.2 … being
kept off the top slot by “Hello Goodbye”. In fact, in
Britain’s top music weekly newspaper, the Melody Maker, it DID reach
number 1 … knocking “Hello Goodbye” off the top
for one week from 13th January 1968. Clearly the E.P. set would have
topped the E.P. chart, but this had actually been
abandoned as a separate chart just 6 days before it’s release !

Musically, the most interesting fact is that it included the Beatles
first instrumental, “Flying”. Which was also the first
track to list all four names as joint writers. “Magical Mystery Tour”
was also the first Beatle E.P. to be issued in Mono
AND stereo, and the mono version is now deleted.

First pressings had around the edge of the label, the words stating
the rights of the publishers starting with
“The Gramophone Co. Ltd.” and across the press-out centre the words,
“sold in U.K. subject to resale price conditions, see
price lists” are present. It had a gatefold picture sleeve, with a full
booklet, and a blue lyric sheet. The singles were
housed in white inner sleeves.
Re-pressings were made in the early 1970’s, with the only difference
being , no “Sold in the U.K. …”.
And a further pressing was made in 1973, which added a boxed EMI logo,
and it had a yellow lyric sheet !

La title track del terzo, discusso film dei Beatles è l’unica a non
essere stata pubblicata come singolo, a differenza delle precedenti A
Hard Day’s Night
ed Help!
e della successiva Let
It Be
. Questo importante elemento dà già una chiara indicazione del
fatto che Magical Mystery Tour non sia tanto una canzone quanto
un’ouverture appositamente studiata, e al tempo stesso introduce le
anomalie di questo progetto
(un breve film per la TV anzichè un
normale lungometraggio per il cinema, accompagnato da un EP anzichè un
album) rispetto ai precedenti film del gruppo.

Durante un
viaggio in America, McCartney era rimasto impressionato dall’autobus
dipinto a colori e disegni psichedelici dei Merry Pranksters
,
un gruppo di hippies che si era raccolto in California, a partire dal
1964, attorno alla figura dello scrittore Ken Kesey
(autore tra l’altro di Qualcuno volò sul nido del cuculo).
Incrociando questa scoperta con il ricordo dei Mystery Tour della sua
infanzia, concepì una canzone che, come la precedente Sgt.
Pepper’s Lonely Hearts Club Band
(anch’essa ispirata alla
creatività degli hippies americani) poteva diventare il filo
conduttore del prossimo progetto dei Beatles
.

John
e io ci ricordavamo di questi viaggi del mistero, e pensavamo che
fossero un’idea affascinante: partire in autobus senza sapere dove si
sarebbe andati. Romantico e anche piuttosto surreale! viaggi in autobus
in cui si partiva e si tornava in giornata, senza sapere dove si era
diretti. […] Normalmente si finiva per bere e cantare un sacco di
canzoni. […] Così abbiamo usato questo spunnto come base per la
canzone e per il film
“, disse McCartney a Barry Miles.

Nel
corso del volo di ritorno in patria, Paul abbozzò uno spunto
approssimativo della canzone, basato sul concetto da “imbonitore
che da un lato gli era stato ispirato dall’altro ricordo
d’infanzia del circo, che lo affascinava con le sue stranezze

(“la donna barbuta, la pecora con cinque gambe“, raccontò
sempre a Miles), dall’altro era una costante della produzione di
Lennon/McCartney: confrontare i “Roll up” di Magical Mystery Tour con
gli analoghi inviti di Doctor
Robert
o Sgt.
Pepper’s Lonely Hearts Club Band
.

Portata in studio in
forma ancora embrionale quando l’album Sgt.
Pepper’s Lonely Hearts Club Band
era stato appena concluso e non
ancora pubblicato, fu completata in fretta e, a quanto pare, con
l’attiva collaborazione di tutti e 4 i Beatles
. Tonalmente
ambigua, la canzone si apre con un’introduzione di 6 battute in Mi
Maggiore, prima di passare a una strofa di 16 battute composta da 4
ripetizioni della stessa frase di 4 battute. Questa soluzione è
atipica per McCartney
e sembra suggerire la mano di Lennon o la
composizione in studio; d’altra parte, l’imprevisto Sol Maggiore della
terza battuta sembra un tipico tratto della disinvoltura armonica di
Paul.

Il ritornello, che comporta anche una brusca variazione
di tempo, modula alla tonalità di Re Maggiore (anticipata in qualche
modo dal Sol Maggiore presente nella strofa). A complicare ulteriormente
le cose, dopo una ripetizione, segue uno strano bridge
strumentale di 10 battute di nuovo in Mi Maggiore
, complesso
armonicamente e caratterizzato da insistiti ritmi interni,
a sua volta seguito da un’ultima strofa eseguita a tempo inferiore. Due
ritornelli finali e una coda che riprende il tono dell’intermezzo
strumentale chiudono questo efficace brano d’atmosfera.

La session
per le sovraincisioni di fiati fu così disorganizzata
che uno
dei musicisti, spazientito, scrisse di proprio pugno un’idea per
l’arrangiamento che, rapidamente sviluppata da McCartney e George
Martin, divenne quella definitiva.

Nonostante ciò, il pezzo è
musicalmente valido e adatto allo scopo, e può reggere il
confronto, in termini di creatività ed efficacia, con l’analogamente
funzionale apertura
che Sgt.
Pepper’s Lonely Hearts Club Band
fornisce all’omonimo album. Meno
riuscita è la parte testuale: mentre Sgt. Pepper’s suscita una
transgenerazionale simpatia
, Magical Mystery Tour, nonostante
il doppio livello di lettura, risulta deludente ad entrambi i propri
target.

Come argomentò McCartney, l’aggettivo “magico
fu aggiunto al viaggio del mistero per creare l’impressione di qualcosa
di più surreale, mentre i riferimenti a “take you away“, “dying
to take you
” e il viaggio in generale sarebbero allusioni
alla droga
, che permettevano alle “persone ordinarie
(McCartney dixit) di prendere il tour come una semplice ma spensierata
gita in autobus. Gli altri avrebbero colto il riferimento ai viaggi a
base di LSD.

Il fiasco di Magical Mystery Tour viene
solitamente ascritto al film piuttosto che all’EP. Ciò è vero, ma
limitante. Magical Mystery Tour mostrò soprattutto che i Beatles
non erano infallibili
, e la loro capacità di anticipare sempre
i tempi sembrò momentaneamente svanita. Anche se in realtà ciò è dovuto
al fatto che tra la composizione e la pubblicazione della canzone erano
passati 8 mesi (durante i quali le posizioni degli hippies
stavano rapidamente cambiando
, vedere Revolution
1
), la verità è  soprattutto che la generazione che
raccoglieva il maggior numero di acquirenti di dischi stava perdendo
compattezza
, e non accettava più di identificarsi sotto un
unico denominatore. Così, per gli hippies radicali, l’intero progetto di
Magical Mystery Tour era frivolo, per coloro che ancora vivevano nella
Summer Of Love di cattivo gusto, mentre i fans storici non perdonarono
ai Beatles la totale assenza di canzoni d’amore.

Queste ed
altre critiche sono in larga misura corrette, e si spiegano facilmente
con gli abusi di droga da parte dei Beatles (Lennon in
particolare era ormai quasi un relitto), e il viaggio in India fu per
loro una preziosa occasione di salvezza. Sfortunatamente, altri
fattori avrebbero presto destabilizzato la loro unione
e
compromesso la riuscita dei successivi progetti.


The 
Beatles - Magical Mistery Tour
“Magical

mistery tour” è un disco splendido…
per forza! Mi spiego : esso compare nella
discografia
ufficiale degli albums, ma in realtà non
fu concepito come tale. Alcune canzoni
facevano
da colonna sonora al loro film omonimo, in
cui si
descriveva di un demenziale viaggio in
pullman,
scontata metafora di un allucinato trip
lisergico,
ma grande documento testimone del culmine
dell’era
psichedelica; tra queste spicca la stessa
“Magical
mistery tour”, freschissima e gioiosa, la
cupa “Blue
Jay Way”, ulteriore conferma delle ottime
doti compositive
del sempre un po’ ghettizzato Harrison e
la solita
irresistibile marcetta di McCartney, “Your
mother
should know”. Gli altri pezzi presenti
sono proprio
quelli che rendono “Magical…” una raccolta
imperdibile,
contenente infatti tutti i 45 giri
pubblicati durante
l’anno di grazia 1967… Guardatevi un po’ i
titoli
e capirete che manciata di capolavori
avete davanti
e nel caso fortuito non li aveste mai
ascoltati,
“Strawberry fields forever” e “Penny Lane”
(edite
nello stesso 45 ed ambedue così belle da
recare sulla propria facciata un eloquente
“Side
A”), “I am the walrus”, “Hello goodbye”,
“The fool
on the hill” potrebbero farvi scoprire il
vostro
personale Santo Graal.

Dopo Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, McCartney
decide di voler creare un nuovo film dei Beatles. Il film in origine
doveva essere di tipo semi-documentaristico: varie persone (tra cui lo
zio di Lennon, Charlie) vennero ingaggiate per girarlo e vennero fatte
viaggiare su un autobus multicolore, in pieno giorno, per le strade di
Liverpool. Il progetto venne alla fine completato, ma venne abbandonata
l’idea del documentario; durante le riprese, un numero sempre maggiore
di persone e automobili seguirono, o si arrampicarono, sul pullmann al
fine di vedere le persone e gli idoli che vi erano dentro, causando non
pochi problemi di ordine pubblico. Lo spettacolo terminò con l’ira di
Lennon, che strappò dal pullmann la scritta Magical Mystery Tour.
I Beatles decisero quindi di salvare il salvabile delle riprese
cittadine, e si spostarono in aperta autostrada e campagna per
completare il film.

Magical Mystery Tour nacque subito dopo la morte dello storico manager del gruppo, Brian Epstein
(agosto del 1967) e vi furono molte speculazioni da parte dei critici
su come la sua scomparsa avesse condizionato la qualità del film. Il
film non fu in effetti accolto positivamente dalla critica né dal
pubblico, anche se in seguito è stato in parte rivalutato; Steven Spielberg, per esempio, ha recentemente espresso commenti molto positivi su di esso.

L’album 

La colonna sonora fu pubblicata negli Stati Uniti come LP (nel
novembre del 1967) e in Gran Bretagna come doppio EP (dicembre). Al
contrario del film, l’album ebbe un grande successo. Fu nominato al Grammy Award come miglior album nel 1968,
e salì nelle prime posizioni delle classifiche di vendita di gran parte
del mondo (negli USA restò in prima posizione per 8 settimane
consecutive). Fu però anche l’ultimo album realizzato prima
dell’insorgere dei dissidi che di lì a qualche anno avrebbero portato
allo scioglimento del gruppo.

L’album Magical Mistery Tour è diviso in due parti: la prima contiene la colonna sonora del film, mentre la seconda è una raccolta di singoli.

Prima parte

La prima parte dell’album include numerosi brani celebri, fra cui la title track e il brano immediatamente successivo, The Fool on the Hill di McCartney, dedicata al Maharishi. Flying
è uno dei rarissimi pezzi strumentali della discografia dei Beatles,
oltre a essere l’unico firmato da tutti e quattro i membri del gruppo. Blue Jay Way è un brano melanconico, quasi ossessivo, di Harrison, che fa da contrasto con la melodia spensierata del successivo Your Mother Should Know (McCartney). Probabilmente il pezzo più famoso e apprezzato di questo gruppo di brani è I Am the Walrus di John Lennon, uno dei pezzi più d’avanguardia dei Beatles: vicino alle atmosfere del futuro acid rock,
fu registato con una piccola orchestra e la voce distorta e doppiata di
Lennon. Il testo è un susseguirsi di immagini psichedeliche e passaggi nonsense alla Lewis Carroll.

Seconda parte

Le canzoni sul lato due erano singoli del periodo non presenti su album. Per mantenere puntuale il rilascio dell’opera, la Capitol Records
utilizzò un simulatore di impianto stereo su nastri monofonici nelle
ultimi tre canzoni, invece di aspettare i nastri stereo. Questa scelta
insolita rappresentò un elemento di innovazione e sperimentazione
nell’industria discografica.

Fra i brani più celebri di questo gruppo di brani ce ne sono due notoriamente autobiografici, rispettivamente Strawberry Fields Forever di Lennon e Penny Lane di McCartney. I due brani furono pubblicati in un unico singolo, il primo dotato di “due lati A”.

Le altre canzoni del lato due comprendono Hello Goodbye (utilizzata anche per i titoli di coda del film), Baby You’re a Rich Man (in seguito riutilizzata nell’album Yellow Submarine) e All You Need Is Love, probabilmente uno dei brani più famosi della discografia dei Beatles. Il brano, trasmesso in diretta mondiale il 25 giugno 1967, può essere letto come l’inizio dell’impegno pacifista di John Lennon, e divenne poi uno degli inni della Summer of Love del 1967 e della filosofia hippy.


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