Descrizione
morris ( Maurice de Bevere )
LUCKY LUKE
il ranch maledetto la buona avventura / la statua / il flume
sceneggiature di CLAUDE GUYLOUIS – XAVIER FAUCHE & JEAN LÉTURGIE
collaborazione ai disegni MICHEL JANVIER
LE RANCH MAUDIT (1986)
GLI EDITORI ITALIANI CONTINUANO A PASSARSI L’ UNO CON L’ ALTRO IL CERINO ACCESO DI LUCKY LUKE E ALLA FINE DEGLI ANNI NOVANTA TOCCA ALLA GLORIOSA STIRPE LINOTIPISTA E GRAFFITARA DEI LO VECCHIO L’ ONORE E L’ ONERE DI ACCOLLARSI LE PUBBLICAZIONI DELL’ INSOLITO E SCAROGNATO (ALMENO IN TERMINI COMMERCIALI) EROE DEL WEST
VOLUME CARTONATO TUTTO A COLORI, LO VECCHIO EDITORE, 1999, traduzione di GIANNI BRUNORO,
CONDIZIONI : NUOVO
Le ranch Maudit
Miss
Bluemarket, une femme âgée, achète une propriété hantée. Lucky Luke
aide la dame à déménager dans sa nouvelle résidence. Il y a plein de
choses étranges qui arrivent, ce qui effraie la dame. Luke réussira à
trouver le coupable. C`est le vendeur de la maison qui faisait croire
que la maison était hantée pour la racheter à petit prix.
La bonne aventure
Lucky
Luke arrive dans une petite ville. Le propriétaire de la banque croit
tout ce que la diseuse de bonne aventure lui dit. En réalité la diseuse
de bonne aventure est un homme déguisé qui veut en profiter pour voler
la banque. Lucky Luke réussira à déjouer son jeu et le voleur ira en
prison.
La statue
Autrefois, au mont Rushmore dans
le Dakota, avant que soit sculté les visages d`un certains nombre de
présidents américains, il y avait un petit village, Hitch City. Puisque
Lucky Luke a réussi à capturer plusieurs bandits, il a l`honneur
d`avoir sa statue. Malheureusement, Mac Allister n`accepte pas
l`honneur de Luke car c`est lui l`homme le plus important de la région.
Pour se venger, Mac Allister libère les Dalton pour qu`ils forcent le
sculpteur à faire une statue de lui. Luke réussira à capturer les
Dalton et au lieu d`une statue de Lucky Luke, le sculpteur fera une
statue de Jolly Jumper.
Le flume
Clément Ellsworth a
inventé le flume. Le flume est un court d`eau artificiel permettant de
transporter les troncs d`arbres jusqu`en bas d`une montagne.
Malheureusement, Butterfield, son compétiteur, fait tout ce qu`il peut
pour saboter l`invention de Clément. Grâce à Lucky Luke, Butterfield et
ses complices seront arrêtés et conduits en prison. Clément Ellsworth
pourra terminer son invention et la faire breveter.
LUCKY LUKE E’ UN TENERO, PACATO, MODERATO, ASESSUATO, APOLITICO E APARTITICO COWBOY, TALMENTE METODICO, RIFLESSIVO E PONDERATO TANTO DA SEMBRARE QUASI FUORI POSTO NEL SELVAGGIO E RUDIMENTALE FAR WEST ANCHE SE SPARAVA PIU’ VELOCE LUI DELLA SUA OMBRA
TENDENZIALMENTE CARATTERIZZATO DA MISANTROPIA ASCETICA E MISOGINO CONVINTO E PRATICANTE, E’ SOLITO ERRABONDARE SOLITARIO IN COMPAGNIA SOLTANTO DEL FEDELE CAVALLO SALTAPICCHIO / JOLLY JUMPER , MA NON DISDEGNA DI INTERROMPERE OGNI TANTO LA SUA DERIVA SOLIPSISTICA PER LE PRATERIE E LE PISTE SELVAGGE DELL’ OVEST PER DISTRARSI IN QUALCHE RITEMPRANTE SCARAMUCCIA, SCAZZOTTATA, SPARATORIA, LINCIAGGIO O GARA DI RUTTI.
TRA I SUOI PRINCIPALI NEMICI E AVVERSARI SPICCANO IL FAMILISMO AMORALE DEI LOMBROSIANI FRATELLI DALTON E DELLA LORO CASTRANTE E SNATURATA MADRE, LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA SOLIDALE E OMERTOSA DELLA COSCA CAPEGGIATA DAL FUORILEGGE JESSE JAMES, E IL BULLISMO DEVIANTE DEL DELINQUENTE MINORILE BILLY THE KID, OLTRE NATURALMENTE AI SOLITI CENCIOSI E PUZZOLENTI INDIANI, SEMPRE PIU’ BUONI DA MORTI CHE DA VIVI
Un solitario cowboy senza macchia e senza paura, strade aride e
polverose, sperduti villaggi nel deserto, malfamati saloon, risse e una
bella galleria di cattivi. Non mancano neanche ballerine, derelitti
alcolizzati accasciati sul bancone dei saloon e duelli all’ultimo
sangue; non manca niente a Lucky Luke, esponente di spicco della bande
dessinée franco-belga, per entrare di diritto tra i classici del fumetto
Western.
Ma questo originale western, creato nel lontano 1946 (il primo episodio è Arizona 1880) dal fumettista Morris
(pseudonimo di Maurice de Bevere), a cui si è affiancato in seguito lo
sceneggiatore René Goscinny (creatore tra l’altro del mitico Asterix),
non è solo un ‘western’ classico ma anche un classico dell’umorismo; un
fumetto comico che ripercorre esasperando gli stereotipi del western,
mettendo in risalto il lato divertente e cialtronesco della vita al
tempo dei pionieri americani.
Il protagonista è Lucky Luke,
un simpatico cowboy dall’aria furba e dal ciuffo pronunciato. Di lui si
dice che sia così veloce con la pistola che riesca a sparare più
rapidamente della propria ombra. Nonostante questa eccezionale abilità,
il più delle volte Lucky Luke preferisce risolvere le situazioni
ricorrendo all’astuzia ed evitando fin quando possibile il ricorso alle
armi.
L’abbigliamento tipico del protagonista è composto da stivali
con sperone, jeans, camicia gialla, gilet nero, fazzoletto rosso al
collo, cappello bianco e sigaretta tra le labbra.
Inseparabile compagno di avventure del pistolero è il suo destriero Jolly Jumper
(un cavallo bianco dalla bionda criniera noto anche, nelle prime
storie, col nome di Saltapicchio), animale estremamente intelligente e
sempre pronto alla battuta dissacrante (ma solo pensata, a differenza di
altri cavalli del fumetto come il Trottalemme di Coccobill che arriva a
parlare per davvero). Sempre attento e all’erta è un amico che in più
di un caso si è rivelato indispensabile per il buon esito delle missioni
di Lucky Luke.
Altro compagno meno presente e meno indispensabile ma simpaticissimo è il cane, un po’ tontolone, Rantanplan (anch’egli pensante).
Tra i villain della serie meritano assolutamente una citazione i temibili e ricorrenti Fratelli Dalton
(Joe, William, Jack ed Averell in realtà cugini di una prima banda di
fratelli Dalton fatti fuori da Lucky Luke) ma sono in tanti ad
incrociare la strada battuta dal nostro cavaliere solitario, spesso nomi
ormai diventati leggendari quando si parla di vecchio west (da Billy
the Kid a Calamity Jane, da Buffalo Bill a Jesse James).
Nel finale di ogni storia vediamo la shilouette del nostro eroe allontanarsi al calar del sole cantando la triste ballata ‘I’m a poor lonesome cowboy… far away from home…‘
Nato
in un periodo storico in cui il fumo non era ancora demonizzato Lucky
Luke si presenta ai giovani lettori con un immancabile mozzicone di
sigaretta che gli pende costantemente dalle labbra. Negli anni ’80 il
Morris decide di far smettere di fumare Lucky Luke e sostituisce la
sigaretta con un filo d’erba; grazie a questa sorta di ‘autocensura’
l’autore riceverà nel 1988 un riconoscimento dall’OMS.
A parte i
due storici autori, si sono cimentati con il personaggio numerosi altri
fumettisti; alla sceneggiatura ricorrono spesso i nomi di Xavier Fauche
e Jean Léturgie. In seguito alla morte di Morris la realizzazione dei
disegni è stata affidata all’artista francese Achdé (pseudonimo di Hervé
Darmenton) su testi di Laurent Gerra.
Oltre al fumetto esistono
diverse serie animate con protagonista Lucky Luke e una serie Tv e due
film diretti e interpretati da Terence Hill.
Lucky Luke
Il cow boy più famoso del fumetto franco-belga nasce
nel 1946 su “L’Almanach 47 de Spirou”. E’ abilissimo con le pistole, al
punto che è noto come l’uomo che spara più veloce della sua ombra,
tuttavia preferisce ricorrere all’astuzia per catturare i criminali.
Lucky Luke è accompagnato da due comprimari animali che offrono spunti
per innumerevoli gag: Jolly Jumper, il suo cavallo, intelligente quanto e
più di un uomo, e Ran Tan Plan, cane idiota quanto e più di un uomo.
Ran Tan Plan è un personaggio riuscitissimo, tanto che non di rado ruba
la scena al più blasonato e intelligente Lucky Luke. Il creatore di
Lucky Luke è Maurice de Bevère, noto come Morris, e per molti anni le
sue storie sono state scritte da Reneé Goscinny, uno degli sceneggiatori
umoristici più famosi di Francia. Protagonista di oltre 60 storie Lucky
Luke si muove in un Far West dove avventura e umorismo riescono a
procedere a braccetto. Le avventure di Lucky Luke sono tutto sommato
improntate a un umorismo di fondo, per cui anche sparatorie e morti per
colpi di arma da fuoco si stemperano in un clima tutto sommato ironico.
Grandi rivali di Lucky Luke sono i fratelli Dalton, banda di criminali
con due scopi molto precisi: 1 – arricchirsi; 2 – uccidere Lucky Luke.
E’ inutile dire come nessuno dei due scopi sia mai stato conseguito.
Lucky Luke ci presenta un altro aspetto del fumetto franco belga,
ossia il western, genere che ha altri illustri esempi. Un nome su tutti:
Bluberry, esempio di western realistico, laddove Lucky Luke è
dichiaratamente umoristico, che dal 1963 è presente nel mondo del
fumetto. Tornando però al nostro cow boy dal gilet nero è il caso di
riflettere su come anche Lucky Luke soffra qui da noi della stessa
“maledizione della BD” che colpisce tutti i titoli provenienti dalla
Francia. Pur essendo un classico incontestabile qui da noi, nel mercato
dei fumetti di questi anni, stenta a trovare un suo spazio. Decine di
migliaia di copie vendute, quando non centinaia di migliaia, in
occasione delle nuove avventure in Francia, ma poche centinaia (non di
migliaia. Centinaia e basta) da noi. Tanto che dopo innumerevoli
peripezie, Lucky Luke qui da noi si ritrova pubblicato in
semi-clandestinità (nel senso che non lo sa nessuno) e in una veste
semi-amatoriale dall’Editoriale Lo Vecchio. Perché questo? Il Western è
un genere ormai morto e sepolto da noi, tranne Tex che però più che un
fumetto è un’istituzione? O perché Lucky Luke a noi italiani non fa
ridere? Certo, se così fosse è chiaro che sarebbe da sciocchi pubblicare
un fumetto umoristico che non ci fa ridere. Probabilmente c’è qualcosa
di vero sia nel primo che nel secondo caso, anche se riguardo al western
l’esempio di Magico Vento dimostra come il pubblico sia sempre
ricettivo a belle storie, a prescindere se provengono da generi che gli
sciocchi pregiudizi di qualche editore ritengono ormai morto.
Probabilmente è meglio mettersi l’animo in pace. Tra l’Italia e Lucky
Luke il feeling che esisteva negli anni ’60 e ’70, quando era una delle
colonne del “Corriere dei Piccoli” ormai è finito. Rimane il ricordo dei
tempi passati. Ma per chi vuole rinnovare la conoscenza con il cow boy
più veloce del west consigliamo vivamente di rivolgersi al mercato
originale. Edizioni più curate, e ampio catalogo in cui scegliere.
Bisogna imparare il francese, ma una lingua in più fa sempre comodo, non
trovate?
dei personaggi che hanno reso immortali i racconti dell’ovest
americano: Billy the Kid, Calamity Jane, Jesse James . Compagni
d’avventura dell’impavido cow boy difensore dei deboli, degli orfani e
delle vedove, sono da sempre il cavallo Saltapicchio (all’italiana),
meglio conosciuto con il nome di Jolly Jumper e il cane Rantanplan:
ovvero il cavallo più intelligente e il cane più buffo della storia del
West.
, una specie di Banda Bassotti western. Joe, Jack, William e Averell,
assieme a Ma Dalton, ne combinano di tutti i colori, rapinano,
depredano, ingannano, truffano, e sparano ad ogni piè sospinto, e
cercano in tutti i modi di farsi catturare dal cow boy col ciuffo,
riuscendovi peraltro benissimo. Nel senso che Luke li sconfigge sempre e
li assicura alle patrie galere con tempestività e rigore.
En anglais, le nom du héros signifie « Luc le chanceux ». Le héros est
non seulement chanceux comme le suggère son nom, mais c’est aussi une
fine gâchette et connu comme « l’homme qui tire plus vite que son ombre », ce que représente le dessin au verso des albums où l’on voit Lucky Luke tirant sur son ombre alors que celle-ci n’a pas encore dégainé. Au cours de toutes ses aventures, le costume de Lucky Luke reste immuable: chapeau blanc, foulard rouge, chemise jaune, gilet noir, jeans, bottes, ceinturon et colt
Lucky Luke rencontre tous les personnages
mythiques du Far West, d’abord les quatre frères Dalton (qui meurent en
fin d’épisode conformément à l’histoire), suivis de leurs caricatures,
les cousins Dalton, perpétuels évadés du pénitencier où « veille » le
très stupide chien Rantanplan.
Personnages réguliers
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in arte Morris nel 1946. Il personaggio diventa un “successo
mondiale” qualche anno dopo, a metà degli anni ’50, quando alla
scrittura Morris viene affiancato da Reneè Goscinny, uno dei papà di
Asterix, il guerriero gallico più famoso del mondo. Da quel momento
l’ascesa del fumetto è continua, inarrestabile e resistente al tempo e
anche al peggiore degli accidenti: la dipartita dei suoi due papà, Goscinny
nel 1977 e Morris nel 2001. Dimostrazione evidente sono le ripetute
serie a cartoni animati tratte dal fumetto, i telefilm e i film usciti
ad omaggiare il mito di Lucky Luke. Se poi voleste incontrare “live” il
cavaliere solitario di persona dovete andare a Charleroi
in Belgio, dove, in un parco pubblico, troverete una statua a lui
dedicata, oppure a Bruxelles dove l’eroe del west e i suoi comprimari
sono disegnati sulla parete di un’abitazione lungo la celeberrima Comic Street Route .
Per il nome Lucky Luke Morris si ispirò a quello di Luciano Locarno, sceriffo di origine italiana che visse tra il 1860 e il 1940.
Nel 1988, l’Organizzazione mondiale della sanità ha insignito Maurice de Bevere di un riconoscimento ufficiale per aver deciso di far smettere di fumare Lucky Luke, sostituendo l’originaria sigaretta con un filo d’erba.
Il 16 luglio del 2001 si spegneva all’età di 77 anni Maurice de Bevere che, con lo pesudonimo di Morris, aveva raggiunto la fama internazionale grazie alla creazione di Lucky Luke, il cowboy più veloce della propria ombra sempre pronto a difendere gli innocenti dai soprusi dei criminali.
Creato nel 1946 per la rivista Spirou,
Lucky Luke si conquistò nel tempo un grande successo di pubblico,
specialmente durante il lungo periodo di quasi trent’anni in cui Morris
venne affiancato da René Goscinny, il creatore con Albert Uderzo di Asterix, che lo portò a quella che gli appassionati considerano l’epoca d’oro del personaggio.
Tra i vari comprimari di Lucky non possiamo non citare il suo fedele compagno di avventure Jolly Jumper, cavallo dotato di un grande senso dell’umorismo e prontezza di spirito, Rantamplan,
il cane più stupido dell’universo che divenne anche protagonista della
sua serie personale, e i Fratelli Dalton, banditi cattivi e pasticcioni
destiani a fallire sempre i loro piani per colpa di Lucky.
La morte di Morris non ha fermato però le avventure di Lucky che sono state portate avanti da Achdè e Laurent Gerra.
Achdé a pris la succession de Morris depuis 2004. Il a déjà signé cinq albums.
«Quand je serai grand, je serai dessinateur de Lucky Luke », disait
Achdé enfant, et c’est chose faite. Certes, si Lucky Luke a quitté le
Mississippi, le Grand Canyon et les plaines de l’Arizona pour se mettre
au vert dans la campagne gersoise, ce n’est pas pour autant qu’il
renonce à la poursuite des frères Dalton et au rodéo. À la disparition
de Morris, en 2001, nombre de gens avaient mis le cow-boy dans la tombe,
mais son heure n’avait pas encore sonné, et peut-être ne sonnera-t-elle
même jamais.
Les héros ne sont-ils pas éternels ? C’est en tout
cas l’avis d’Achdé qui a repris le flambeau : « Morris avait souhaité
que Lucky Luke lui survive, je poursuis l’aventure. » Le dessinateur
n’en est pas à son premier coup d’essai, il a dessiné les cinq derniers
albums de Lucky Luke. « Lucky Luke contre Pinkerton », dernier en titre,
paraîtra en octobre, cosigné par deux pointures de la littérature
française : Daniel Pennac et Tonino Benacquista. « Pinkerton est le
premier détective moderne de l’Ouest, esquisse le dessinateur sans en
dévoiler de trop, il va se tromper de mission et se retrouver opposé à
Lucky Luke dans une aventure. »
Un amoureux du Gers
Achdé a dû faire ses
preuves pour en arriver là. Le chemin n’a pas toujours été sans
embûches, mais force est de constater que la persévérance est parfois
payante. Comme il le dit si bien : « On n’est jamais attendu, mais le
train passe au moins une fois. » Et à la première occasion, il a grimpé
sur le wagon à toute vitesse, se faisant un nom plus vite que son ombre
dans le monde du dessin. Assez discret et peu médiatique, Achdé se rend
tout de même au Festival de la BD à Eauze, pour des séances de dédicace.
« J’aime bien rencontrer les lecteurs dans les salons, le moment s’y
prête. Il y a toujours des petites perles, des gens qui nous empêchent
de nous reposer sur nos lauriers. Le reste du temps, je vis isolé, ça me
permet de reprendre contact avec la réalité, explique l’artiste. Et
puis Eauze, ce n’est pas rien pour moi, c’est grâce au festival que j’ai
découvert le Gers. J’en suis tombé amoureux et j’ai fini par m’y
installer. »
Achdé s’est créé son petit paradis dans la campagne
gersoise, ce qu’il désirait depuis toujours. « Je déteste la ville, j’ai
fait le choix de la tranquillité. Ici, l’entraide est un mot qui a un
sens, les gens sont vrais, la vie moins stressante et la campagne
magnifique, ce qui ne gâche rien », raconte-t-il.
Lucky Luke
Real
Name: Luke
Identity/Class: Normal (?) human
Occupation: Cowboy
Affiliations: Jolly Jumper (his horse); Ra_n_tanplan (the dumbest
dog in the world, a spoof of Rin-Tin-Tin)
Enemies: The Daltons (Joe, Jack, William and Averell), Ma Dalton,
Billy the Kid, Jesse James
Known Relatives: None known
Aliases: Kid Lucky (his nickname as a youth)
Base of Operations: The Wild West
First Appearance: “Arizona 1880,” Le Journal de Spirou (7th December
1946)
Powers/Abilities: Luke is the world’s greatest cowboy. He can outshoot
his own shadow (see picture on right), he can lasso a whirlwind, he can outride
(he once raced the Mississippi and won), outdraw and outshoot anyone. Jolly
Jumper is also pretty unique, being able to play Luke at chess, arm-wrestle
him and run while asleep.
History:
Lucky Luke is a cowboy in the Wild West who travels around delivering justice
wherever he goes, accompanied by his faithful companion, Jolly Jumper, the
smartest horse in the world. His main recurring foes are the dense but persistant
Dalton cousins.
Comments: Created by Morris (a.k.a. Maurice De Bevere), who wrote
the very first story – after that many of the early stories being written
by the French co-creator of Asterix, Goscinny. Luke is still starring in
new adventures to this day.