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KRIMINAL N.132 LA BALLATA DELL' ORO NERO editoriale corno 1968 magnus & bunker e

8,40

1 disponibili

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Descrizione

ALBO ORIGINALE DEL 1968

EPISODIO REALIZZATO DA MAGNUS & BUNKER

cover art : Luigi Corteggi

CONDIZIONI MOLTO BUONE,  SCRITTA A BIRO NELLA PARTE SUPERIORE DI COPERTINA, PEZZETTO DI SCOTCH NELL’ ANGOLO COSTALE SUPERIORE, PICCOLO TIMBRO IN SECONDA DI COPERTINA, SEGNI A BIRO ALLE PAGINE INTERNE 98, 116, 117 E IN TERZA DI COPERTINA, FRAMMENTINO MANCANTE NELL’ANGOLO INFERIORE ESTERNO DELL’ULTIMA PAGINA INTERNA, SFASATURA GRAFICA DELLA COSTOLA, L’ ALBO NON E’ DI RESA

 

A RICHIESTA DISPONIAMO DI CENTINAIA DI ALTRI TITOLI DI KRIMINAL SATANIK ALAN FORD

L’ autore Max Bunker (Luciano Secchi) cita  al termine di questa storia Il Brindisi di Girella di Giuseppe Giusti componimento satirico del 1840 dedicato al Signor di Talleyrand, citato dal Giusti come rappresentante della classe politica dell’epoca del quale l’autore, con arguzia e impietosamente mette in luce i più comuni difetti. Girella, il protagonista del componimento, aveva la caratteristica di cambiare opinione in continuazione, schierandosi sempre dalla parte del più forte, del vincitore e di ciò si vantava. Il termine “Girella” poi entrò nella cultura popolare sia nel linguaggio politico che in quello giornalistico, indicando una persona senza polso, un voltagabbana.

Giuseppe Giusti (poeta italiano, 1809-1850).
Nacque a Monsummano Terme in provincia di Pistoia. Studiò prima presso il seminario locale e poi al collegio dei nobili di Lucca. Si iscrisse alla facoltà di legge di Pisa dove, dopo tre anni di interruzione, si laureò nel 1834. Stabilitosi a Firenze, conobbe quel mondo che sarebbe diventato poi bersaglio dei suoi “Scherzi”. Si legò d’amicizia con Alessandro Manzoni e durante gli avvenimenti del 1848 partecipò alla vita pubblica diventando deputato dell’assemblea legislativa toscana.
Il Brindisi di Girella fu l’opera che gli diede la maggiore notorietà anche oltre confine. Di questo se ne compiacque singolarmente tanto da metterla – con gli Umanitari e Il Re Travicello ispirata alle favole di Fedro e Esopo – tra «quel poco di meglio che avevo saputo fare». La dedica poi al principe di Talleyrand (1754-1838) non poteva esser fatta a un personaggio migliore: barcamenandosi tra la Rivoluzione Francese, Napoleone e Luigi XVIII, il principe contò tali e tanti giuramenti e tradimenti da finire poi i suoi giorni considerato come grande diplomatico e fra onori e ricchezze.
Di
 salute cagionevole, morì improvvisamente di tisi in casa dell’amico Gino Capponi.

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