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An introduction to JOAN BAEZ – Joan / Farewell,Angelina

44,99

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Descrizione

PREMESSA: LA SUPERIORITA’ DELLA MUSICA SU VINILE E’ ANCOR OGGI SANCITA, NOTORIA ED EVIDENTE. NON TANTO DA UN PUNTO DI VISTA DI RESA, QUALITA’ E PULIZIA DEL SUONO, TANTOMENO DA QUELLO DEL RIMPIANTO RETROSPETTIVO E NOSTALGICO , MA SOPRATTUTTO DA QUELLO PIU’ PALPABILE ED INOPPUGNABILE DELL’ ESSENZA, DELL’ ANIMA E DELLA SUBLIMAZIONE CREATIVA. IL DISCO IN VINILE HA PULSAZIONE ARTISTICA, PASSIONE ARMONICA E SPLENDORE GRAFICO , E’ PIACEVOLE DA OSSERVARE E DA TENERE IN MANO, RISPLENDE, PROFUMA E VIBRA DI VITA, DI EMOZIONE E  DI SENSIBILITA’. E’ TUTTO QUELLO CHE NON E’ E NON POTRA’ MAI ESSERE IL CD, CHE AL CONTRARIO E’ SOLO UN OGGETTO MERAMENTE COMMERCIALE, POVERO, ARIDO, CINICO, STERILE ED ORWELLIANO,  UNA DEGENERAZIONE INDUSTRIALE SCHIZOFRENICA E NECROFILA, LA DESOLANTE SOLUZIONE FINALE DELL’ AVIDITA’ DEL MERCATO E DELL’ ARROGANZA DEI DISCOGRAFICI .

An introduction to JOAN BAEZ
Joan  /  Farewell, Angelina



Disco Doppio 2 LP 33 giri ,  Vanguard , 172-CRY-92 665 / 6, early 1970’s,  germany

OTTIME CONDIZIONI, vinyl ex++/NM , cover ex,  little writing in second album inner sleeve / piccola scritta a biro nella custodia interna del secondo disco .

       

Joan Chandos Baez (New York9 gennaio 1941) è una cantante statunitense di musica folk, conosciuta anche per il suo impegno politico e per l’unione artistica e sentimentale con Bob Dylan.

Pacifista convinta, impegnata da sempre per i diritti civili, Baez si schierò contro l’intervento militare statunitense in Vietnam fin dal 1964 e arrivò a detrarre dalla somma dovuta al fisco il 6%, che sarebbe stato destinato alle spese per la guerra.

Dall’esperienza del 1972, quando passò il Natale in una Hanoi distrutta dai bombardamenti, nacque l’album Where are you now, my son? (1973).

  • Etichetta: Vanguard recordings for the connoisseur / Emi Electrola
  • Catalogo: 1 C 172- 92 665 / 666
  • Supporto:vinile 33 giri
  • Tipo audio: stereo
  • Dimensioni: 30 cm.
  • Facciate: 4
  • Copertina apribile/ gatefold , gold label, white paper inner sleeves

This is a German vinyl:
EMI/Electrola 1C-188-92 665/666 ( two-LP set along with the albums JOAN and FAREWELL, ANGELINA )

raccoglie e ripropone in un unico album doppio i precedenti e mitici

JOAN  (1967)
e
FAREWELL, ANGELINA (1965)


JOAN

Joan

Original release date: August 1967

Produced by: Maynard Solomon

Orchestra arranged and conducted by: Peter Schickele

Liner notes by: Joan Baez and Joan Baez, Sr.

Album cover design by: Jules Halfant

Album photography by: Alain Gaveau

Track List:

Be Not Too Hard (D. Leitch, C. Logue)

Eleanor Rigby (J. Lennon, P. McCartney)

Turquoise (D. Leitch)

La Colombe (The Dove) (A. Clayre, J. Brel)

Dangling Conversation (P. Simon)

The Lady Came From Baltimore (T. Hardin)

North (J. Baez, N. Duschek)

Children Of Darkness (R. Farina)

The Greenwood Side (traditional)

If You Were A Carpenter (T. Hardin)

Annabel Lee (D. Dilworth, E. A. Poe)

Saigon Bride (J. Baez, N. Duschek)

Joan was a 1967 album by Joan Baez. Having exhausted the standard voice/guitar folksong format by 1967, Baez collaborated with composer Peter Schickele (with whom she’d worked on the 1966 Christmas album, Noël), on an album of orchestrated covers of mostly then-current pop and rock and roll songs. Works by Donovan, Paul Simon, Tim Hardin, the Beatles and Richard Farina were included, as well as selections by Jacques Brel and Edgar Allan Poe.

The recording of “Children of Darkness” was a tribute to Baez’s brother-in-law, novelist and folk singer Richard Fariña, who was killed in a motorcycle accident a year earlier.

“La Colombe” is a French anti-war anthem about French soldiers being sent to fight Algeria in the latter country’s bid for independence.


F
AREWELL, ANGELINA

Farewell, Angelina

Original release date: October 1965

Produced by: Maynard Solomon

Additional musicians: Bruce Langhorne, Ralph Rinzler, Richard Romoff, Russ Savakus

Liner notes by: Joan Baez

Album cover design by: Jules Halfant

Album cover photography by: Richard Avedon

Album back cover photography by: Mary Stafford

Track List:

Farewell, Angelina (B. Dylan)

Daddy, You Been On My Mind (B. Dylan)

It’s All Over Now, Baby Blue (B. Dylan)

The Wild Mountain Thyme (traditional)

Ranger’s Command (W. Guthrie)

Colours (D. Leitch)

Satisfied Mind (R. Hayes, J. Rhodes)

The River In The Pines (traditional)

Pauvre Ruteboeuf (Ferre, Ruteboeuf)

Sagt Mir Wo Die Blumen Sind (P. Seeger)

A Hard Rain’s A-Gonna Fall (B. Dylan)

Farewell, Angelina was a 1965 album by Joan Baez. The album represented a further shift from the strictly traditional folk music with which Baez began her career in that, for the first time, she included electric backup in the form of Bruce Langhorne‘s electric guitar (which was nonetheless subtle). Additional musicians included Russ Savakus (bass) and Ralph Rinzler (mandolin). The album included four Bob Dylan tunes, including the title song and “A Hard Rain’s A-Gonna Fall”, as well as a German reading of “Where Have All the Flowers Gone“.

Cover photo was taken by Richard Avedon.

Farewell, Angelina

Farewell, Angelina cover

Joan Baez e Bob Dylan alla marcia per i diritti civili nel 1963

Biografia

Joan Baez è nata nel borough newyorkese di Staten Island
in una famiglia di origine inglese. Suo padre, il fisico Albert Baez,
rifiutò posti di prestigio nel campo della difesa militare,
probabilmente influenzando con queste scelte il successivo impegno
politico di Joan nel campo del pacifismo e della tutela dei diritti
civili. A causa del suo lavoro, la famiglia ebbe a spostarsi di
frequente, sia attraverso gli Stati Uniti che in Francia, in Svizzera,
in Italia e in Medio Oriente, dove vissero nel 1951. Joan, allora di
soli dieci anni, fu molto colpita dalla povertà e dalle condizioni di
vita della popolazione di Baghdad. Nei tardi anni cinquanta Albert Baez accettò un lavoro al MIT di Boston, dove si trasferì con la famiglia. In quel periodo la città era al centro della scena musicale folk,
Joan iniziò a frequentare la locale università e ad esibirsi nei club
della zona, spesso al Club 47 Mount Auburn di Cambridge, dove veniva
pagata 20 dollari a serata per due sere a settimana. Con altri artisti
che si esibivano al club incise il suo primo disco, Folksingers ‘Round Harvard Square.

La carriera artistica di Joan inizia nel 1959, con la sua partecipazione al Newport Folk Festival e l’incisione l’anno successivo del suo primo album Joan Baez, una raccolta di ballate folk e blues eseguite per sola voce e chitarra che trova un moderato successo di pubblico.

Il suo secondo disco, Joan Baez, Vol. 2 (1961) diventa disco d’oro, così come i successivi dischi dal vivo Joan Baez in Concert, Part 1 e Part 2 pubblicati nel 1962 e 1963. In quegli anni Joan Baez emerge come esponente del revival del root-folk statunitense, presentando ai suoi concerti un allora meno famoso Bob Dylan e ispirando altre cantanti quali Joni Mitchell e Bonnie Raitt.

Durante questo periodo, in cui la guerra del Vietnam
e la lotta per i diritti civili negli Stati Uniti diventano temi al
centro dei dibattiti politici e sociali del paese, Joan Baez comincia a
spostare la sua attenzione su di essi, fino a rendere la sua musica ed
il suo impegno politico sostanzialmente inseparabili. La sua esecuzione
di We Shall Overcome alla marcia di Martin Luther King a Washington
la unì definitivamente a quell’inno; iniziò inoltre nei suoi concerti
ad esprimere più esplicitamente la propria contrarietà alla guerra in
Vietnam annunciando pubblicamente la propria obiezione fiscale
alle spese militari, rifiutandosi di pagare il 6% delle tasse – la
quota destinata al ministero della difesa – e incoraggiando l’obiezione di coscienza al servizio militare. Nel 1965 fonda l’Institute for the Study of Nonviolence.

Nel 1968 sposa David Harris,
un esponente del movimento pacifista imprigionato per la sua renitenza
alla leva; il matrimonio durerà fino al 1973. Harris, fan di musica country, sposta lo stile di Joan verso il country-rock più complesso di David’s Album. Nel 1969 Joan Baez si esibisce al festival di Woodstock
ottenendo una risonanza musicale e politica a livello planetario, in
special modo dopo la diffusione dell’omonimo film-documentario dedicato
al festival. La sua interpretazione di The Night They Drove Old Dixie Down, del 1971, diventa uno dei dieci singoli più venduti negli Stati Uniti.

L’impegno politico di Joan Baez non viene meno negli anni. Durante
il Natale del 1972, si unisce ad una delegazione pacifista che
attraversa il Vietnam
del Nord sia per chiedere il rispetto dei diritti umani nello stato,
che per consegnare la posta e gli auguri natalizi ai prigionieri di
guerra statunitensi. Durante il suo soggiorno si scatena su Hanoi il “bombardamento di Natale” ordinato da Richard Nixon: per undici giorni la città viene bombardata ininterrottamente.

Nei primi anni settanta, Joan dedica molto del suo tempo a sostenere la fondazione della branca statunitense di Amnesty International.
Denuncia inoltre le violazioni dei diritti umani nel Vietnam comunista
attraverso la pubblicazione (il 30 maggio 1979) di una lettera aperta
in cui accusa il regime di avere creato un incubo. Si reca nel 1981 in Cile, Brasile e Argentina,
ma in nessuno dei tre paesi le viene permesso di esibirsi, i governi
locali non desiderano che le sue opinioni sulla tortura e sulle
sparizioni raggiungano il pubblico vasto che altrimenti avrebbe. Un
film dello sfortunato tour, There but for Fortune è stato trasmetto dal canale televisivo pubblico statunitense (la Public Broadcasting Service) nel 1982.

Joan Baez apre la parte di concerto di Filadelfia del Live Aid del 1985 e tiene negli anni successivi diversi concerti a sostegno di altre cause, tra cui l’attività di Amnesty International.

Nell’agosto del 2005 partecipa in Texas al movimento di protesta pacifista avviato da Cindy Sheehan, il mese successivo canta Amazing Grace durante il “Burning Man festival” come parte di un tributo alle vittime dell’uragano Katrina e nel dicembre 2005 partecipa alla protesta contro l’esecuzione di Tookie Williams. Nel 2006 assieme a Julia Butterfly Hill
va a vivere su un albero in un parco collettivo di 5,7 ettari dove dal
1992 circa 350 immigrati latini vivono coltivano frutta e verdura, lo
scopo è protestare contro lo sfratto degli abitanti per abbattere il
parco e costruire uno stabilimento industriale. È anche moltyo attiva
nella protesta contro l’invasione americana dell’Iraq e durante i due mandati di George W. Bush, la Baez aprirà tutti i suoi concerti all’estero con la frase, ogni volta nella lingua locale, Chiedo scusa per quello che il mio governo sta facendo al mondo. Fra i brani del periodo c’è anche Christmas in Washington di Steve Earle, in cui la Baez chiede ai vecchi miti e compagni di lotta (Malcolm X, Martin Luther King, Emma Goldman, Joe Hill, Mahatma Gandhi) di tornare per aiutarla a resistere.

Joan Baez, oltre che in inglese, canta ed ha cantato in molte lingue fra cui spagnolo, giapponese, francese, tedesco, oltre che italiano (C’era un ragazzo che come me…, Un mondo d’amore di Gianni Morandi e infine Geordie in duetto con Fabrizio De Andrè) e in napoletano (‘Nu bello cardillo).

Joan Baez ha un figlio, Gabriel Harris, e attualmente vive a Woodside, in California.

      Farewell, Angelina cover


Farewell Angelina
The bells of the crown
Are being stolen by bandits
I must follow the sound
The triangle tingles
And the trumpet play slow
Farewell Angelina
The sky is on fire
And I must go.


Addio, Angelina
le campane della corona
sono state rubate dai banditi
Io deve seguire il suono
i triangoli tintinnano
e la tromba suona piano
Addio, Angelina
il cielo è in fiamme
ed io devo andare

There’s no need for anger
There’s no need for blame
There’s nothing to prove
Ev’rything’s still the same
Just a table standing empty
By the edge of the sea
Farewell Angelina
The sky is trembling
And I must leave.

Non c’è bisogno
di arrabbiarsi
non c’è bisogno di biasimare
non c’è niente da dimostrare
ogni cosa è sempre uguale
come una tavola che rimane vuota
sulla riva del mare
Addio, Angelina
il cielo sta vibrando
ed io devo lasciarti

The jacks and queens
Have forsaked the courtyard
Fifty-two gypsies
Now file past the guards
In the space where the deuce
And the ace once ran wild
Farewell Angelina
The sky is folding
I’ll see you in a while.

I fanti e le
regine
hanno abbandonato il piazzale
Cinquantadue zingari
ora sfilano dietro le guardie
nello spazio dove un tempo il tiro a due
e il campione vinsero in modo travolgente
Addio, Angelina
il cielo si sta ripiegando
ti rivedrò in un altro tempo

See the cross-eyed pirates
sitting
Perched in the sun
Shooting tin cans
With a sawed-off shotgun
And the neighbors they clap
And they cheer with each blast
Farewell Angelina
The sky’s changing color
And I must leave fast.

I pirati con gli
occhi strabici
siedono stravaccati nel sole
facendo il tiro a segno con le lattine
con fucili a pallini 
e i vicini applaudono
e si entusiasmano per ogni colpo.
Addio, Angelina
il cielo sta cambiando colore
ed io devo lasciarti in fretta

King Kong, little elves
On the rooftoops they dance
Valentino-type tangos
While the make-up man’s hands
Shut the eyes of the dead
Not to embarrass anyone
Farewell Angelina
The sky is embarrassed
And I must be gone.

King Kong e
piccoli elfi
danzano sul tetto 
tanghi nello stile di (Rodolfo) Valentino
mentre gli addetti (delle imprese funebri)
chiudono gli occhi dei morti
per evitare di imbarazzare qualcuno.
Addio, Angelina
il cielo è imbarazzato
ed io devo andare

The machine guns are roaring
The puppets heave rocks
The fiends nail time bombs
To the hands of the clocks
Call me any name you like
I will never deny it
Farewell Angelina
The sky is erupting
I must go where it’s quiet.

Le mitragliatrici
strepitano
le marionette sollevano rocce
i demoni collegano bombe ad orologeria
alle lancette degli orologi
dammi il nome che vuoi
io non lo rinnegherò mai.
Addio, Angelina
il cielo è in eruzione
io devo andare dove tutto è tranquillo.

   

Note


La canzone si riferisce evidentemente ad un ragazzo richiamato per andare in
guerra, che saluta la sua ragazza. All’epoca della canzone era in pieno
svolgimento la guerra del Vietnam, ed in USA la leva era ancora obbligatoria, quindi il riferimento è trasparente. 

Il brano, composto sulla
musica di un’altra canzone, ancora non pubblicata da Dylan (I Rode Out One
Morning), è stato registrato da Bob Dylan il 13 gennaio 1965, ma non pubblicato
a suo nome (compare su alcuni bootleg). Venne affidato dal cantautore americano a Joan
Baez
che ne fece un grande successo internazionale, all’epoca della
sua massima affermazione personale (e del folk in generale).

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