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NECRON MAGNUS COMPLETA 1 / 10


EUR299.90

NECRON MAGNUS

collana NECRON nuova serie

STUPENDA COLLANA IN GRANDE FORMATO CHE RIPROPONE DAPPRIMA GLI EROTICI "LIBERI" REALIZZATI DAL GRANDE  MAGNUS / ROBERTO RAVIOLA PER L' EDIFUMETTO DI BARBIERI, E ,A PARTIRE DAL N.4 , LA RISTAMPA DEI PRIMI SETTE EPISODI DI NECRON.

LE COVER SONO INEDITE.

in totale sono usciti 10 albi tra il 1985 ed il 1986

1. DUE NOTTURNI PERVERSI

   contiene :    - MEZZANOTTE DI MORTE   prima edizione Il Vampiro n. 14 / 1974
                     - QUELLA SERA AL COLLEGIO FEMMINILE   prima edizione Il Vampiro n. 3 / 1975

2.  IL TESCHIO VIVENTE     

prima edizione Macabro n. 7 / 1980            

3.  DIECI CAVALIERI E UN MAGO       

prima edizione Sexy Favole n. 33 / 1974

4.  NECRON 1 - LA FABBRICANTE DI MOSTRI   

prima edizione 1981

5.  NECRON 2 - LA NAVE DEI LEBBROSI

prima edizione 1981

6.  NECRON 3 - I MOSTRI MECCANICI

prima edizione 1981

7.  NECRON 4 - LE DONNE RAGNO

prima edizione 1981

8.  NECRON 5 - NOBILTA' DEPRAVATA

prima edizione 1981

9.  NECRON 6 - STRAGE IN VAGONE LETTO

prima edizione 1981

10.NECRON 7 - LA BALENA D' ACCIAIO

prima edizione 1981

 

I TESTI DI NECRON SONO DELLA GIORNALISTA MIRKA MARTINI, CHE QUI USA IL NOM DE PLUME DI ILARIA VOLPE

LE CONDIZIONI DELLA SERIE SONO BUONISSIME

Attraverso un’intervista a Renzo Barbieri il racconto di un progetto editoriale e il ritratto di Mirka Martini, un’autrice misconosciuta.

Gabriele Ferrero - Come nacque il progetto di Necron?

Renzo Barbieri - Necron nasce da una mia idea di creare un personaggio “robotico” affiancato da una donna dominatrice. Per questo progetto avevo discusso a lungo con Mirka Martini, più conosciuta con lo pseudonimo di Ilaria Volpe.
Preparai un lungo e detagliato story-board di tutti i numeri che avrebbero composto la serie, compreso un ultimo episodio dal titolo “L’albino a due teste”, ma che non è mai stato realizzato.

Ferrero - Come mai?

Barbieri - Colpa di Magnus che non volle disegnare la sceneggiatura che gli inviai, dicendo che non aveva tempo. Conservo ancora la busta sulla quale aveva scritto due righe per spiegarmi le ragioni di quel suo rifiuto.

Ferrero – Ci racconti un po’ meglio quello che accadde allora.

Barbieri – Accadde lo stesso inconveniente già successo con Lo Sconosciuto, un’altra formidabile serie che avrei desiderato fosse più lunga. Allora attesi un anno prima di partire in modo da avere una scorta di cinque numeri. Mi fidai di Magnus e sbagliai. Lo Sconosciuto partì, ma Magnus mi consegnò il sesto episodio tre mesi dopo l’uscita del numero precedente. Purtroppo la collana chiuse e devo dire che sia Lo Sconosciuto sia Necron sono due occasioni mancate. Se li avesse avuti in mano un altro autore, magari Gabriele Carosi o Giovanni Romanini, anche se non della levatura di Magnus, avrebbero avuto una vita editoriale sicuramente più lunga.

Ferrero - Quanto fu importante l’apporto di Mirka Martini nel progetto di Necron?

Barbieri – Mirka ha giocato un ruolo fondamentale nella scrittura delle sceneggiature. Lei aveva un carattere forte, determinato, che era simile a quello di Frieda Boher, la padrona di Necron. Mi interessava che quel personaggio, una donna decisa, fosse descritto da una mano femminile.

Ferrero - Possiamo affermare quindi che Mirka Martini ha definito il profilo psicologico di Frieda Boher

Barbieri – Diciamo che il fumetto è riuscito grazie proprio a una psicologia molto dettagliata di questa dottoressa folle.

Ferrero – Qual era il metodo di lavoro utilizzato nella stesura delle storie di Necron?

Barbieri – Come ho già detto, lo spunto iniziale era mio. Stendevo dei brevi story-board di ogni episodio che Mirka trasformava in sceneggiature. Infine c’era l’intervento di Magnus.

Ferrero – In che cosa consisteva l’apporto di Magnus?

Barbieri – Lui inseriva una dose massiccia di ironia nelle scene più crude che sono il “piatto forte” della serie.

Ferrero - Quindi era lui che stemperava gli aspetti più truci e violenti.

Barbieri - Sì. Magnus era un grande artista, ma anche un cavallo pazzo. Non si poteva discutere con lui. Era impossibile un discorso, perché alla fine faceva quello che voleva. Era un po’ il Christian Vieri dei disegnatori. Come il centravanti dell’Inter, infatti, Magnus era imbrigliabile. Capitava che telefonassi a sua moglie Margherita a Bologna e lei mi diceva che non sapeva dove fosse. A un certo punto cercò rifugio a Castel del Rio, un paesino dell’Appennino emiliano talmente sperduto che, se non mi avesse accompagnato Romanini, non ci sarei mai arrivato. Dovevamo parlare di lavoro, ma lui mi portò a vedere un ponte, il “Ponte del Diavolo”, e mi raccontò tutta la storia, dicendomi che gli sarebbe piaciuto farla diventare, un giorno, un fumetto. Quasi non riuscimmo a discutere dei motivi per cui ero andato a trovarlo. Magnus era una fucina di idee; ne trovava di nuove con estrema facilità e, con altrettanta facilità, le cambiava.

Ferrero – “La fabbricante di mostri”, il primo numero di Necron, è molto più freddo, quasi asettico in confronto agli albi successivi. Protagonista è la vicenda narrata, mentre manca ancora un vero spessore ai personaggi…

Barbieri - In effetti avevamo molto discusso quella storia, che io avrei voluto fosse ancor più forte, con una descrizione del carattere di Frieda ancor più perverso. Doveva dimostrare chi era da subito.

Ferrero – Il lavoro in team, con spunto iniziale creato da lei e sceneggiatura affidata ad altri, è un metodo adottato anche per altre serie?

Barbieri – È un sistema che ho spesso usato per una questione di necessità. Per anni ho pubblicato un albo a fumetti al giorno e mi era molto difficile riuscire a seguire tutto. Il risultato fu che purtroppo alcune testate che editai non erano all’altezza. Questo perché dovevo occuparmi delle sceneggiature che, se non scrivevo io, erano comunque da controllare o da discutere. Dovevo poi visionare i disegni, e occuparmi della tipografia e del magazzino. In pratica ero freneticamente occupato per diciotto ore al giorno.

Ferrero – “La fabbricante di mostri” sembra destinata a essere un numero unico. La chiusura della vicenda, così drammatica, non dà quasi spazio a un effettivo seguito. Fu una scelta fatta scientemente, oppure quella storia nasceva proprio per concludersi nelle 106 pagine che componevano l’episodio?

Barbieri – L’albo fu concepito senza l’idea precisa di voler fare una testata. Poteva essere uno dei tanti numeri unici che apparivano nelle collane contenitore, tipo Telefilm Proibiti o Telenovelas Vietata, con un personaggio che si esaurisce in una storia. Solo dopo, quando l’abbiamo finito, ci siamo resi conto che Necron e Frieda Boher avevano i numeri per diventare protagonisti di una magnifica serie.

Ferrero - In questo senso Necron è una serie “in progress”, nasce da una prima idea e si trasforma in corso d’opera.

Barbieri - Si affina un po’ alla volta proprio per questioni di tempo. Pensi che, a volte, quando Mirka veniva qui in redazione, prima che io riuscissi a dedicarle quella mezz’ora in cui discutere del personaggio, doveva aspettare anche due ore.

Ferrero – Ha mai pensato di dare una forma finita all’ultimo racconto della serie?

Barbieri - Nel 1996 avevo intenzione di rilanciare le serie di maggior successo che avevo prodotto nel corso degli anni. Pensai, quindi, di fare disegnare la famosa sceneggiatura rifiutata da Magnus al suo assistente e amico Giovanni Romanini. Ma poi non se ne fece nulla.

Ferrero - Si tratta di una storia che concludeva la serie?

Barbieri – No, aveva un finale aperto che dava la possibilità di riprenderla.

Ferrero - Quest’ultima bozza è una sua creazione o nasce dalla collaborazione con Mirka Martini?

Barbieri - No, quello fu un lavoro solo mio. Allora Mirka era già ammalata da tempo, quindi non aveva modo di mettervi mano.

Ferrero – Quali altri fumetti ha realizzato per lei Mirka Martini?

Barbieri – Lavorò a molti numeri unici per collane contenitore, come Attualità Nera, Attualità Gialla, Attualità Flash e Telefilm Proibiti. Era un’autrice poliedrica e sapeva adattarsi un po’ a tutti i generi.

Ferrero – Chi scelse lo pseudonimo Ilaria Volpe?

Barbieri – Mirka Martini. Fu proprio lei a deciderlo.

Ferrero - Perché usò uno pseudonimo per firmare i suoi lavori fatti per Edifumetto?

Barbieri - Mirka non voleva assolutamente che il suo nome apparisse in alcun modo. A quei tempi aveva delle collaborazioni con altre case editrici e il sapere che realizzava fumetti per adulti le avrebbe potuto procurare delle noie.

Ferrero - Che tipo era?

Barbieri - Mirka era una donna intelligentissima che conosceva perfettamente tre lingue. Ebbi con lei un’amicizia meravigliosa, discutevamo tante idee e mi dava continui suggerimenti sui vari progetti a cui lavoravo. Mirka Martini era a un livello culturale elevatissimo; con lei si poteva discutere di tutto, non solo di lavoro. Capitava anche di uscire insieme a cena, e lì si parlava di teatro e di altro. Era una persona piacevolissima e ritengo che si divertisse molto a scrivere storie a fumetti.

Ferrero - Credo che per il tipo di testate pubblicate dalla sua casa editrice l’apporto femminile non fosse all’ordine del giorno.

Barbieri - No, infatti. Oltre a Mirka Martini, l’unica altra donna che ha lavorato per me è stata Luciana Neri, che ha disegnato uno splendido Pinocchio, e che poverina ci ha lasciato anche lei.

Ferrero - Al di là del disegnatore, decisamente molto particolare, in Necron c’è una scelta ardita anche nei contenuti. Questa testata rappresenta un passo ulteriore nell’evoluzione delle pubblicazioni Edifumetto degli anni Ottanta.

Barbieri - Senz’altro. Necron è stato tra i titoli più forti. È piaciuto molto. Lo dimostra il fatto che aveva una tiratura ragguardevole. Il successo di Necron mi fece maturare l’idea di fare, qualche anno dopo, Lady Domina, perché c’era un pubblico di masochisti che amava questi fumetti dove imperava la frusta.

Ferrero – Si può quindi dire che Lady Domina, nasce da una costola di Necron. Anche la scelta di un autore come Giovanni Romanini, dallo stile simile a quello di Magnus, era dettata dalla volontà di bissare il successo di Necron?

Barbieri – Sì. Anche se, senza nulla togliere al lavoro svolto dal bravo Romanini, la sua sintesi grafica è molto lontana da quella del maestro Magnus.

Ferrero - Le copertine della serie ufficiale di Necron furono opera di Oliviero Berni e poco hanno a che fare con i contenuti della testata. Quelle illustrazioni trasmettono un che di mistico, con tutti quegli spazi vuoti: che cosa la portò a scegliere questo autore?

Barbieri – Fu una scelta forzata. La produzione era tale, un titolo al giorno - addirittura due nei mesi estivi - che non sapevo più dove andare a trovare dei validi copertinisti.
Per me lavoravano veri maestri come Alessandro Biffignandi, Fernando Carcupino, Mario Cubbino, Carlo Jacono, Ferdinando Tacconi e Gianni Renna, ma più di tanto non potevano fare.
In verità, per Necron avrei affidato volentieri le copertine a Karel Thole, che aveva già lavorato per me, però non se la sentì perché era già anziano.

Ferrero – Perché non direttamente a Magnus?

Barbieri – In quel periodo Magnus aveva appena completato La Compagnia della Forca, una serie in cui aveva avuto la massima libertà, ma che purtoppo vendette pochissimo e non soddisfò il grosso pubblico. Per la natura stessa di Necron, un fumetto destinato a lettori adulti, anche se avessi fatto disegnare le copertine a Magnus, non credo che la cosa avrebbe fatto aumentare le vendite in maniera considerevole.

Ferrero – Ritiene Necron un personaggio suo quanto lo sono Goldrake e Belzeba?

Barbieri – No, quelli erano miei dalla testa ai piedi. Necron è una mela divisa a metà ma vorrei cavallerescamente sgattaiolarne fuori e lasciare il merito a un’amica scomparsa che ricordo e ricorderò sempre con affetto e infinito rimpianto.







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Prodotto inserito in catalogo il domenica 01 marzo, 2009.